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Portare il micio a casa

 - Gatti Norvegesi del Danko

 

1)   Conoscerlo. Un gatto è un animale particolare e completamente diverso da un cane. Mentre quest’ultimo è costruito geneticamente per riconoscere in voi il leader e pertanto lui vi appartiene qualsiasi cosa diciate o facciate, per il gatto siete voi che appartenete e lui. Per ogni gatto ed in qualsiasi famiglia c’è un preferito pur dando e ricevendo coccole ed attenzioni da tutti, uno di voi è per lui speciale. Lo ama e per questo lo considera “suo”. E’ un rapporto che in parte si costruisce ed in parte è un’intesa di “pelle”. C’è un filo invisibile che vi lega basato sulla fiducia, il rispetto e l’amore. Ci sono animali più reattivi ma vale la regola che assimilando le vostre azioni, reazioni e stati d’animo, le fanno proprie. Pertanto se il gatto ha dei problemi siete voi che in qualche modo glielo avete trasmesso. Gli animali non parlano, siete voi che al primo accenno particolare dovete portarlo dal vostro veterinario di fiducia. Diminuzione di appetito, problemi di masticazione, bere in modo esagerato, sono piccoli sintomi che devono farvi venire un campanello dall’allarme. Controllate spesso il loro naso che in genere è umido e fresco come le orecchie. 

2)   Accoglienza. Quando il vostro micio arriverà in casa, diverrete qualcosa di molto simile ad un nuovo papà o mamma. Prendetevi cura di lui, fategli trovare un posto accogliente con lettiera sufficiente per i suoi bisogni e tenetela pulita. Non vi allarmate se ad ogni pulizia il vostro micio ci rientra subito, lasciare il suo odore in un posto adeguato è dire: “questa casa è anche mia”. Se vivete in appartamento una ciotola di erba gatta che se ne trovano in commercio, un comodo posto dove dormire magari con un indumento che avete indossato come un paio di mutande, una maglietta usata e portata per qualche giorno che si impregni del vostro odore. Loro hanno sensi più sviluppati di noi e gli odori sono una parte fondamentale per la loro vita anche affettiva. Un tiragraffi anche costruito su cui possano sfogarsi e mi raccomando che la corda sia di canapa. Se ne strappano dei pezzi e la ingeriscono quest’ultima non darà nessun problema al vostro amorino peloso. I norvegesi sono gatti forti ed in assenza si sfogheranno sulle vostre poltrone, divani, letti e mobilia con esiti disastrosi. Una bacinella di acqua o una ciotola o meglio ancora una fontanella che si trovano nei negozi specializzati. I norvegesi amano l’acqua.

3)      Salute del gatto.

*   Psicologia. Oltre all’ambiente il cibo e la mente vanno insieme in modo indissolubile. Dedicate al vostro gatto un’ora al giorno o quanto più tempo possibile. Non  è vero che un gatto è un “lancia e dimentica” e che si faccia in casa gli affari suoi. Con un norvegese poi è praticamente impossibile. Cercherà il contatto, il gioco e la compagnia, coccole incluse. Fategli trovare nuovi giochi e riadattate quelli vecchi come una scatola di cartone, una cordicella con cui giocare, qualche pallina e via così. Magari cambiate la forma della scatola ogni tanto con forbici e nastro adesivo. Il gioco stimola la mente e crescerà sano ed intelligente. E’ piuttosto frequente che riporti i giochi che gli piacciono di più come le palline e soprattutto la sua preferita. Ad alcuni piacciono quelle di gomma che rimbalzano parecchio, altri quelle fatte di semplice stagnola. A voi capire quale adorano di più anche se probabilmente giocheranno con tutte. Non è raro che vi aspettino al rientro in casa con la loro pallina per giocare assieme. 

*   Cibo. Dategli del cibo fresco e secco di buona qualità. La differenza di prezzo alla fine è poca e se glielo preparate, costa ancora meno. Niente sale, fatta specie negli eventuali pesci di mare che già è assorbito. Per prima regola ricordate che nell’età avanzata potranno avere un punto debole, i reni. I mici estraggono la gran parte dei fluidi dal cibo che mangiano e tendono a bere il meno possibile. Evitate che cibi sbagliati possano mettere i crisi i reni pertanto una ciotola di secco sempre disponibile e acqua. Sale pochissimo se non zero. Se gli preparate del cibo non salatelo. Cambiategli frequentemente tipo di alimento: pesce di vario tipo, carne bianca e rossa in modo che abbia il giusto apporto di proteine e vitamine, saltuariamente anche del prosciutto cotto, evitate quello salato.

Crudo o cotto?

Ne abbiamo sentite diverse in giro sull’alimentazione dei gatti e alle volte anche domandare al proprio veterinario non basta. Il pesce crudo in alte dosi affatica i reni perché contiene fosforo. La carne cruda non da problemi se non una possibile infezione da trichinella che è un verme nematode e che si trasmette con le carni del maiale. Su qualche forum ho anche letto di persone che la sconsigliano per via della toxoplasmosi ma anche questa in genere è una della tante bufale. La carne che arriva sulle nostre tavole oggi è controllata. Come la prendono loro la prendiamo noi nel caso e di carne cruda ne arriva tanta sulle nostre tavole a cominciare dagli insaccati. Il pericolo della toxoplasmosi nei gatti si verifica quando questi stanno fuori e riescono a mangiare topi e uccellini vari già contaminati.

Un paio di volte a settimana li farà felicissimi soprattutto il macinato o tagliata a piccoli pezzettini. L’eventuale congelamento di preparazioni monodose uccide gran parte dei parassiti ed è un ottimo modo per garantirsi ulteriore sicurezza. Non scongelate e ricongelate, MAI! Una volta scongelata conservatela per non più di due giorni. Un altro consiglio che vi do, è quello di tenere nel frigo un termometro e regolare il termostato in modo tale che la temperatura interna non salga mai sopra i 4°C. Mettetelo a metà cella e se volete una lettura veramente perfetta, direttamente immerso in un bicchiere d’acqua. Controllerete così in modo serio e professionale, la reale temperatura degli alimenti che conservate nel frigo e ne va anche della qualità della conservazione di quello che mangiate voi.

 

Si e no.

I tanto amato latte alle volte più provocare disturbi intestinali. Il latte intero si può sostituire con quello parzialmente scremato o con lo scremato. Rimane un alimento sano di cui in genere vanno ghiotti. Da evitare assolutamente: Cipolle (possono provocare anemia), fritture, spezie, the, caffè ed alimenti contenenti caffeina. Cibo per cani, ossa e lische di pesce o gusci di gamberetti, patate, dolci, in particolar modo il cioccolato fondente (la Teobromina che si trova nel cioccolato è talmente pericolosa che bastano gr per arrivare ad uccidere un gatto di piccole dimensioni). Limone o alimenti contenenti il suo succo. Le piante d’appartamento sono in genere velenose o tossiche per l’uomo ed anche per il gatto. Evitate assolutamente che le mangi. Si sono lette delle emerite cavolate sull’uovo. I gatti sono carnivori. Hanno solo un problema con la chiara che può provocare diarrea. Inoltre contiene un’antienzima (avidina), che blocca l’assorbimento della biotina. La cottura risolve il problema della diarrea, l’altro non è possibile modificarlo. Pertanto dategli pure le uova, sopratutto il tuorlo e come vi ho già detto, evitate sempre lo stesso alimento e di darglielo troppo spesso. Cambiate, cambiate, cambiate.

4)      Possibilità di fuga. I norvegesi come vi ho già detto, sono dei gatti forti e robusti con arti posteriori più lunghi di quelli anteriori strutturati appositamente per saltare su foreste innevate, per arrampicarsi sugli alberi e per scalare rocce. Hanno artigli molto robusti e soprattutto i maschi sono gatti veramente possenti. La gran parte del gatti comuni non riesce a capire la terza dimensione che è l’altezza e quante volte abbiamo visto un micio tirato giù da un albero con una scala? E’ proprio per questo. Non riescono proprio a concepirla l’altezza. Il norvegese sugli alberi ci vive e dell’altezza ne ha il senso. Sale e scende con assoluta normalità. Non è raro che in casa si scelga il posto più altro per controllare tutto quello che succede. Evitate pertanto di lasciare finestre aperte ad un primo piano perché il rischio che si lanci soprattutto se è il periodo degli amori per raggiungere l’agognata gattina.

Mettete delle reti adeguate alla loro forza, ben fissate e con eventuale doppia sicurezza per l’apertura. Guardano, imparano e risolvono. Un semplice chiavistello è praticamente inutile. Se Avete un balcone costruitegli una “gabbia” grande quanto il balcone in modo che possano stare fuori anche senza controllo. I norvegesi sono gatti-cani, possono essere facilmente portati fuori al guinzaglio ed insegnati i comandi come destra, sinistra, avanti ed alt. In genere rispondono al secondo comando e non perché sono stupidi ma fuori solo molto concentrati su quello che vedono e annusano. Non alzate la voce ma ripetete gli ordini con voce calma e decisa. Loro adorano ascoltarvi e lo faranno.

5)      Il pelo. I Norvegesi delle foreste sono gatti a pelo lungo ed il loro manto si compone di quello esterno, idrorepellente ed il sottopelo che serve per tenerli al caldo nel periodo invernale. Abbiatene cura. Una volta a settimana spazzolateli in modo da rimuovere il pelo morto ed eventuali nodi. Ci sono anche dei prodotti che spruzzati sul pelo possono evitarne la formazione. Nel caso, controllate le etichette: quello che gli spruzzate sul pelo poi lo rileccano quando si fanno la pulizia. Meglio comunque quelli con componenti naturali. Non è assolutamente una cattiva idea di fargli uno o due bagni all’anno per pulire il manto e la pelle. Nel caso, utilizzate uno shampoo adatto ed asciugatelo velocemente. Per un solo bagno, scegliete il periodo estivo così da non dover abituare il micio al phon. 

6)      Il libriccino del gatto. Su questo vi è scritta tutta la sua storia. Le vaccinazioni che ha avuto, le eventuali malattie in cui è passato anche piccole. Tenetelo in un posto sicuro e di facile reperibilità. Vero, dal veterinario ogni volta che il vostro “piccolo” ha un problema, verrà aperta una scheda a suo nome ma solo su questo piccolo libriccino il suo medico riuscirà a fare mente locale su tutta la sua vita aiutandolo al meglio.