Home » Tra mito e reltà

Tra mito e reltà

 - Gatti Norvegesi del Danko

C’era un popolo che proveniva dalle fredde e buie terre scandinave. I vikinghi (pirati). Cominciarono prima a compiere razzie per l’europa a bordo delle loro navi lunghe chiamate “drakkar”, drago, poi crebbero e diventarono i più  grandi costruttori di chiese e civiltà ed il loro nome cambiò in normanni (nordse man), uomo norreno.

Con loro viaggiavano dei gatti imponenti dal lungo pelo, intelligenti, attenti e forti. Den norkse skogkatt (o den norske skovkat, danese o ancora den norska skovkat, svedese), il gatto norvegese delle foreste.

Tra gli dei di questo popolo ne spiccano due, Thor, il dio del tuono e Freya, la dea dell’amore paragonabile alla venere romana. Ella viaggiava su un carro trainato da due splendidi e potenti gatti, uno chiaro ed uno scuro. Si narra che questo gatto avesse il potere di intimorire perfino i Troll.

Asbjørnsen e Moe, nella loro collezione di fiabe, lo chiamarono “Huldrekat”, il gatto-ninfa, da uldre=ninfa, kat=gatto. Charles Perrault gli dedicò una fiaba ancora molto in auge, “il gatto con gli stivali”, in cui si esaltano l’intelligenza e l’adattabilità di questo splendido animale.

“Si racconta che Thor, mentre stava pescando sulle rive di un laghetto, fosse incuriosito dal canto dolce di una ninna-nanna proveniente da un cespuglio. Avvicinatosi si accorse che a cantare era un grosso gatto, il quale tentava di ammansire una cucciolata di bellissimi micini che piangevano affamati. Alla vista del dio, il gatto gli chiese se per caso sapeva dove trovare una femmina che li potesse allattare e allevare, Thor rispose che non era in grado di aiutarlo, nel mentre però venne rapito dalla bellezza dei cuccioli e in un attimo i suoi pensieri caddero su Freyia  Il grosso gatto, che gli lesse il pensiero, si trasformò in un falco e volò via. Thor impietosito prese con sé i gattini e li regalò a Freyia a quale ne ebbe cura accudendoli e crescendoli premurosamente.”

Freyia e Thor sono tutt’oggi presenti nel calendario anglosassone. Thorday, il giorno di Thor e Friday, il giorno di Freyia.

 

Sicuramente il norvegese delle foreste merita questa sua affascinante fama. Non lo diciamo perché siamo allevatori ma lo siamo diventati dopo averne fatta la sua conoscenza. E’ un gatto che segue il suo preferito, geloso, possessivo tenero e coccolone. Segue attentamente ogni mossa, ogni movimento cercando di capirlo e sorprendentemente spesso lo fa alle volte con disarmante velocità. Situazioni che per un gatto comune sono l’eccezione, per lui sono la quotidiana normalità.

 Impugni una luce laser per fargli giocare, dopo pochi minuti capisce che non si può afferrare, studia la mano, guarda i tuoi movimenti e poi si getta su questa sempre a attento a non farti male. Ti chiama, ti invita a giocare con lui e cerca il dialogo continuamente. Per chi è abituato con i cani, gli stessi ordini, in genere ripetuti due volte con voce calma e decisa, gli fanno comprendere quello che desideri ed insegnargli ad andare al guinzaglio girando a destra o sinistra non è molto difficile.

Strutturati per vivere nei boschi dove la neve dura nove mesi all’anno si sono adattati a questo ambiente. Le loro zampe grosse e larghe di struttura tonda sono delle racchette per non affondare nella neve. Sono provviste di pelo lungo che sporge dai cuscinetti per far miglior presa in un ambiente scivoloso. Hanno zampe posteriori più lunghe che l’andatura su terreni innevati è spesso saltellante. Hanno unghie forti e robuste, dei veri e propri artigli in grado di sostenere il peso nella scalata su alberi e rocce. Questo gatto non rimarrà mai intimorito dall’altezza e se trova un posto in alto dove poter tenere sott’occhio tutta la casa ci salirà senza problemi. Anzi, se potete, ricavategli una mensola o un palo in giardino con un piano dove possa salire e godersi la vista.

Il suo pelo idrorepellente gli garantisce che alla prima non si ammolli e non è raro che si metta a giocare anche con l’acqua.

 Ama giocare ed questo si sa, rafforza il legame. Dedicategli il tempo che si merita perché lui lo dedicherà a voi. Ha un’ottima memoria ed una istruzione compresa, come non giocare con il filo del carica cellulare, impedirà che si ripeta. Non colpitelo mai, è un gatto fiero, semplicemente non accetterà la cosa anche come rimprovero, preferite sempre e comunque il dialogo. Lui starà sempre attento a non farvi male durante il gioco con le sue possenti zampe preferendo magari di non inseguire una cordicella o una pallina se troppo vicina ai vostri piedi per evitare di colpirvi.

Se abituati da piccoli, stanno in collo e si faranno portare ovunque da voi, quello di cui si fidano. Riportano anche le palline, spesso la preferita ed alle volte rientri in casa che ti attendono con questa per giocare. Ognuno ha la sua.

 

Potremmo scrivere paginate su questi meravigliosi gatti dagli occhi a mandorla. Nel loro sguardo c’è tutta la forza di una creatura mitica e selvaggia che vi ama come probabilmente nessun umano sa’ fare.